DDL 2085

E’ stato di recente presentato, e passerà a breve al vaglio del Senato, il disegno di legge che agevola la circolazione e il commercio delle opere d’arte italiane all’estero.

Fino ad oggi ogni opera realizzata entro gli ultimi 50 anni è soggetta al giudizio delle sovraintendenze prima che possa lasciare il suolo italiano. I tempi tecnici non facilitano le richieste: circa un mese prima che l’opera venga esaminata e 40 giorni prima di ricevere l’attestato, o il diniego qualora invece venga deciso che si tratti di opera di rilevante valore artistico e culturale.

La proposta di legge sposterebbe questo limite da 50 a 70 anni, e introdurrebbe una soglia di valore, sotto la quale basterebbe un’ autocertificazione per far circolare l’opera.

Ovviamente sono già molte le critiche da parte di chi crede che in questo modo si “svenda” il nostro patrimonio culturale, ma in realtà bisognerebbe fare un discorso più approfondito e paragonarsi alla maggior parte degli stati europei, dove in termini di circolazione delle arti vige molta più flessibilità.

Se infatti le notifiche dei beni culturali, ovvero i provvedimenti che vietano l’esportazione, servissero a valorizzare gli stessi beni sarebbe legittimo accettarle a tutti gli effetti.

Molto spesso invece tali provvedimenti non fanno altro che annullare la possibile valorizzazione all’estero di gran parte del nostro patrimonio artistico.

Gli storici e gli addetti ai lavori sono divisi di fronte a questo nuovo provvedimento, ma che la legge fosse vetusta e avesse bisogno di alcune modifiche era evidente ad entrambi.

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