BUENO ANTONIO
| Parametro | Dettaglio |
| Nome Artista | Antonio Bueno |
| Periodo Attivo | Seconda metà del XX secolo (Anni ’40 – ’80) |
| Luogo di Nascita / Morte | Berlino (Germania) / Fiesole (Firenze) |
| Ambito Disciplinare | Pittura (Olio su tela, tavola, masonite), Disegno, Grafica (Litografia) |
| Soggetti Prediletti | “Damine”, marinaretti, volti tondeggianti di fanciulle, nature morte, toreri |
| Fascia di Mercato | Storico Nazionale / Internazionale (Consolidato, con altissima circolazione nel mercato delle aste) |
Breve Storia e Percorso Biografico
Antonio Bueno nasce a Berlino nel 1918, figlio di uno scrittore e giornalista spagnolo. Compie gli studi artistici in Europa, formandosi inizialmente in Spagna e successivamente a Ginevra e Parigi, dove assimila la grande lezione della pittura classica e delle avanguardie francesi del dopoguerra. Nel 1940 si trasferisce in Italia insieme al fratello Xavier, anch’egli pittore, scegliendo la Toscana – e in particolare Firenze e Fiesole – come propria patria d’elezione e fulcro della sua intera attività.
Nel secondo dopoguerra, tra il 1947 e il 1949, si unisce a un sodalizio artistico di enorme risonanza istituzionale: i “Pittori Moderni della Realtà”, insieme al fratello Xavier, a Pietro Annigoni e Gregorio Sciltian. Il gruppo si schiera apertamente contro le derive dell’astrattismo in nome della difesa della figurazione e della perizia tecnica d’antica matrice. La sua carriera è costellata da una fitta partecipazione a importanti rassegne nazionali, tra cui diverse edizioni della Biennale di Venezia e della Quadriennale di Roma. Negli anni Sessanta e Settanta sviluppa quel linguaggio iconico e raffinato che lo renderà celebre in tutto il mondo e straordinariamente amato dal grande pubblico. Si spegne a Fiesole nel 1984.
Spiegazione della Corrente Artistica
La traiettoria di Antonio Bueno si muove da un iniziale Realismo monumentale e virtuosistico (nel solco del trompe-l’œil e del recupero rinascimentale) a un personalissimo Neofigurativismo ironico e pop.
Abbandonata la mimesi iperrealista dei primi anni, Bueno approda a una poetica basata sulla stilizzazione geometrica del ritratto classico. La sua corrente si traduce in un universo visivo popolato da figure atemporali: le celebri “damine”, i marinaretti e i fanciulli dai volti perfettamente tondeggianti, ovoidali, dagli occhi grandi e malinconici. Le sue composizioni rifiutano il dramma esistenziale dell’Informale e scelgono la via di un’apparente ingenuità fiabesca. Sotto questa superficie giocosa si cela tuttavia una sottile, colta e intellettuale ironia nei confronti delle convenzioni sociali borghesi e della stessa storia dell’arte.
Tecnica Pittorica e Pratica Artistica
La cifra tecnica di Antonio Bueno è un inno alla levigatezza e alla purezza della materia. L’artista prediligeva supporti rigidi come la tavola, il cartoncino pressato, la masonite o il compensato, che gli consentivano di stendere il colore a olio senza le interferenze e le asperità materiali della trama della tela grezza.
La sua stesura è caratterizzata da pennellate fluide e totalmente fuse, capaci di annullare qualsiasi traccia del passaggio del pennello sulla superficie. Il risultato è una finitura liscia, sferica, quasi smaltata, che ricorda la consistenza visiva della porcellana o delle bambole di cera. La luce, nelle sue tele, si distribuisce in modo diffuso e zenitale, accarezzando le forme rotonde dei volti e dei cappelli senza creare ombre drammatiche, accentuando il senso di sospensione metafisica e fiabesca. Molto prolifica è stata anche la sua produzione grafica, in particolare la litografia, in cui ha saputo mantenere intatto il rigore lineare del suo disegno.
Maggiori Opere di Rilievo e Quotazioni di Mercato
Il mercato di Antonio Bueno è storicamente vivacissimo, solido e caratterizzato da un’ampia rotazione sia nelle gallerie d’arte che nelle principali case d’asta italiane. I dipinti a olio raffiguranti i suoi soggetti più iconici mantengono quotazioni stabili e competitive.
-
Opere del periodo dei “Pittori Moderni della Realtà” (Anni ’40 – primi anni ’50): Rari dipinti iperrealisti, nature morte e ritratti d’eccezione, ambiti da musei e grandi collezionisti storici.
-
Quotazione stimata: € 15.000 – € 35.000+
-
-
Oli su tela, tavola o masonite con soggetti iconici (“Damine”, “Marinaretti”, “Fanciulle”): Rappresentano il cuore commerciale del suo mercato. Le opere degli anni Settanta e Ottanta di medio formato (es. 40×30 cm o 50×40 cm) sono le più contese.
-
Quotazione stimata: € 5.000 – € 12.000 (con punte oltre i € 16.000 per tele di ampie dimensioni o composizioni articolate con più personaggi).
-
-
Ritratti a mezzo busto e tavolette di piccolo formato (Es. 30×20 cm): Molto ricercati dal collezionismo privato per l’alto valore d’arredo e l’immediata riconoscibilità.
-
Quotazione stimata: € 3.500 – € 7.000
-
-
Disegni, tecniche miste e pastelli su carta:
-
Quotazione stimata: € 800 – € 2.500
-
-
Grafica d’arte (Litografie d’epoca e serigrafie numerate e firmate): Rappresentano un ottimo investimento d’ingresso per un collezionismo giovane.
-
Quotazione stimata: € 150 – € 500
-
Nota per il Collezionista: Trattandosi di un pittore dal forte successo commerciale e dall’ampia produzione, per difendere il valore dell’investimento è tassativo che ogni dipinto sia accompagnato dal certificato di autenticità e dalla regolare archiviazione presso l’Archivio Fotografico Generale delle Opere di Antonio Bueno. Sul piano estetico, la perfetta integrità della superficie liscia e “porcellanata” (priva di graffi, sbollature o restauri lucidi successivi) è il parametro fondamentale per garantirne la massima quotazione commerciale.
Ti interessa una valutazione?
I nostri contatti
Indirizzo
Viale Monte Nero, 38 Milano
Telefono
+39 333 7186684
E-mail

