Bice Lazzari
| Parametro | Dettaglio |
| Nome Artista | Bice Lazzari |
| Periodo Attivo | Metà-fine del XX secolo (1925 – 1981) |
| Luogo di Nascita / Morte | Venezia / Roma |
| Ambito Disciplinare | Pittura, Disegno, Arti Applicate (Tessuti, Mosaici) |
| Soggetti Prediletti | Composizioni astratte, ritmi lineari, segni geometrici, minimalismo segnico |
| Fascia di Mercato | Nazionale / Internazionale (In forte crescita e riscoperta) |
Breve Storia e Percorso Biografico
Nata a Venezia nel 1900, Bice Lazzari compie un percorso formativo singolare. Inizialmente studia musica al Conservatorio Benedetto Marcello, per poi iscriversi all’Accademia di Belle Arti di Venezia, dove è allieva del maestro Virgilio Guidi. Fin dagli esordi negli anni Venti mostra un’insofferenza radicale per la figurazione accademica tradizionale, orientandosi precocemente verso una personalissima ricerca geometrica e astratta. Per rendersi indipendente dal punto di vista economico, collabora intensamente con architetti e designer (tra cui Carlo Scarpa, che sposerà la sorella Nina), applicando le sue intuizioni a tessuti, tappeti e mosaici d’avanguardia.
Nel 1935 si trasferisce a Roma, un ambiente stimolante dove espone alle Quadriennali e partecipa attivamente al dibattito culturale. Nel dopoguerra abbandona definitivamente le arti applicate per dedicarsi in modo esclusivo alla pittura pura. La sua lunga carriera è costellata da una ricerca incessante che la porta a esporre alla Biennale di Venezia e a ottenere ampi riconoscimenti. La sua figura è stata oggetto di una straordinaria riscoperta critica internazionale, consolidandola come una delle pioniere assolute dell’astrazione e dell’emancipazione artistica femminile in Italia. Si spegne a Roma nel 1981.
Spiegazione della Corrente Artistica
Bice Lazzari occupa un posto d’onore nell’Astrattismo Lirico e nell’Arte Informale italiana, pur anticipando con rigore le correnti del Minimalismo e dell’Astrazione Concettuale degli anni Settanta. La sua cifra stilistica è profondamente influenzata dalla sua formazione musicale: la tela non descrive la realtà visibile, ma diventa uno spazio in cui linee, punti e campiture cromatiche si muovono come note su un ipotetico pentagramma.
Se negli anni Cinquanta la pittrice attraversa la stagione materica dell’Informale (con accostamenti densi, spessi e magmatici), la sua produzione più celebre e matura si converte in un raffinato “minimalismo del segno”. La sua corrente non cerca il caos emotivo, ma una lirica e poetica purezza formale: il segno grafico si fa traccia pura, ritmo e misura dello spazio e del tempo, ponendo l’artista in perfetto dialogo con lo Spazialismo e la pittura analitica.
Tecnica Pittorica e Pratica Artistica
La versatilità tecnica di Lazzari è straordinaria. Nella prima fase sperimenta tempere e acquerelli su carta, per poi abbracciare le paste dense dell’Informale, miscelando olio, colle, sabbie e resine per dare rilievo tridimensionale alla superficie. Negli anni Sessanta e Settanta compie una svolta radicale: l’artista adotta l’acrilico, una tecnica che le consente di stendere campiture piatte, opache e rigorose. La sua pratica artistica si concentra sulla precisione millimetrica del tratto: linee d’oro, di colore o di grafite che solcano sfondi monocromatici (spesso grigi, bianchi o bruni), creando textures finissime e griglie geometriche che sembrano vibrare alla luce.
Maggiori Opere di Rilievo e Quotazioni di Mercato
Il mercato di Bice Lazzari è in una fase di solida e progressiva rivalutazione, fortemente spinto dall’interesse delle gallerie e delle case d’asta internazionali per le grandi maestre del Novecento.
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Grandi oli e composizioni informali (Anni ’50 – es. Cicli “I percorsi” o “Racconti”): Sono le opere storicamente più dense, rare e ambite dai musei e dai grandi collezionisti.
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Quotazione stimata (Olio o tecnica mista): € 30.000 – € 65.000 (con record superiori per pezzi d’eccezione).
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Superfici materiche e acrilici (Anni ’60 – es. “Misure e segni”): Composizioni di transizione in cui il segno inizia a ordinarsi in modo rigoroso.
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Quotazione stimata: € 12.000 – € 25.000
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Acrilici minimalisti su tela (Anni ’70 – es. “Misure”, “Continuo sul grigio”): Opere iconiche caratterizzate da linee pure e ritmiche su fondo monocromo.
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Quotazione stimata: € 5.000 – € 15.000 (a seconda delle dimensioni della tela).
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Opere su carta, tempere e studi di design (Anni ’30 – ’50): Testimonianze grafiche di altissima qualità, ideali per un collezionismo d’ingresso ma colto.
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Quotazione stimata: € 2.000 – € 7.000
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Grafica d’arte (Serigrafie e litografie numerate): * Quotazione stimata: € 200 – € 800
Nota per il Collezionista: Trattandosi di opere nate da un equilibrio millimetrico di linee sottili su sfondi opachi, lo stato di conservazione è fondamentale. Patine sporche, abrasioni della pellicola pittorica o interventi di restauro lucidi sulle tele acriliche degli anni Settanta distruggono l’effetto di opacità originario voluto dall’artista, riducendo drasticamente la stima commerciale del quadro.

