EMILIO SCANAVINO
| Parametro | Dettaglio |
| Nome Artista | Emilio Scanavino |
| Periodo Attivo | Seconda metà del XX secolo (1950 – 1986) |
| Luogo di Nascita / Morte | Genova / Milano |
| Ambito Disciplinare | Pittura (Olio, acrilico, tecniche miste), Scultura, Ceramica |
| Soggetti Prediletti | Il “nodo”, l’alfabeto dei segni, strutture geometriche filiformi, grovigli esistenziali |
| Fascia di Mercato | Storico Nazionale / Internazionale (Consolidato, con forte presenza in collezioni europee) |
Breve Storia e Percorso Biografico
Emilio Scanavino nasce a Genova nel 1922. Nel 1942 si iscrive alla Facoltà di Architettura dell’Università di Milano, ma interrompe presto gli studi richiamato alle armi. Nel dopoguerra decide di dedicarsi interamente alla pittura. Nel 1947 si reca a Parigi, un soggiorno fondamentale dove assimila la lezione della pittura post-cubista e le nascenti suggestioni dell’esistenzialismo francese. Nel 1950 espone alla XXV Biennale di Venezia e l’anno successivo, a Londra, incontra personalmente maestri del calibro di Francis Bacon e Philip Guston, che ne influenzano la sensibilità psicologica.
La sua maturazione artistica si consolida ad Albisola Marina, storico centro della ceramica ligure, dove Scanavino frequenta un cenacolo straordinario composto da Lucio Fontana, Asger Jorn, Wifredo Lam ed Enrico Baj. Nel 1958 vince il Premio Prampolini e nel 1960 gli viene dedicata una sala personale alla Biennale di Venezia, dove ottiene il prestigioso Premio della Critica. Trasferitosi definitivamente a Milano negli anni Sessanta, l’artista alterna l’intensa attività pittorica a frequenti incursioni nella scultura e nella ceramica monumentale. Si spegne a Milano nel 1986.
Spiegazione della Corrente Artistica
Scanavino è considerato uno dei protagonisti assoluti dell’Informale italiano, e più specificamente della corrente definita “Pittura del Segno”. Pur dialogando strettamente con lo Spazialismo e l’Astrattismo d’avanguardia, l’artista ligure sviluppa un linguaggio lirico e tormentato del tutto indipendente.
La sua poetica ruota attorno al concetto di nodo e di groviglio filiforme. Per Scanavino, la tela non è uno spazio puramente geometrico, ma il teatro di un dramma interiore. Il segno grafico non descrive una realtà esterna, ma diventa l’archetipo dell’angoscia, dell’enigma e del vissuto esistenziale dell’uomo del dopoguerra. Le sue strutture segniche evocano legami, trappole psichiche, ma anche tentativi di comunicazione, ponendo la sua opera in perfetto equilibrio tra l’astrazione pura e una profonda, viscerale urgenza introspettiva.
Tecnica Pittorica e Pratica Artistica
La cifra stilistica di Scanavino è legata a una straordinaria e sofisticata gestione della materia e del fondo pittorico. L’artista stendeva sulla tela superfici quasi monocrome – dominate da toni severi come il grigio, il nero, l’ocra fondente o il rosso profondo – caratterizzate da texture sfumate e vellutate.
Su questi sfondi apparentemente calmi, Scanavino interveniva con un gesto rapido e preciso, tracciando griglie, nodi e ragnatele filiformi attraverso l’uso di pennelli sottili, ma anche graffiando e incidendo la materia stessa. La contrapposizione tra l’opacità dello sfondo e la vibrazione luminosa del segno bianco o rosso crea un effetto di profonda tridimensionalità ottica, in cui il groviglio sembra galleggiare o emergere da una dimensione d’ombra.
Maggiori Opere di Rilievo e Quotazioni di Mercato
Il mercato di Emilio Scanavino gode di una storicità solida e di un collezionismo fedele sia in Italia che nel Nord Europa (Francia, Belgio e Germania). Le opere degli anni Cinquanta e Sessanta rappresentano i vertici commerciali dell’artista.
Grandi oli su tela storici (Anni ’50 – Anni ’60 – es. Cicli “I Nodi”, “L’Alfabeto”): Sono i capolavori informali più ricercati dal collezionismo d’élite e dai musei.
Quotazione stimata: € 35.000 – € 80.000+ (con record d’asta che superano i € 100.000 per tele monumentali di eccezionale provenienza).
Tele di medie dimensioni degli anni ’70 e ’80: Opere in cui il segno si fa più ordinato e dialoga frequentemente con strutture geometriche rigide o architetture spaziali.
Quotazione stimata (Es. 70×70 cm / 80×100 cm): € 15.000 – € 35.000
Tecniche miste su cartone o pannello (Olio, tempera e graffito): Lavori di straordinaria intensità esecutiva, molto amati per la ricchezza della materia.
Quotazione stimata: € 6.000 – € 15.000
Opere su carta (Inchiostri, tempere e disegni filiformi): * Quotazione stimata: € 2.000 – € 5.500
Ceramiche d’epoca (Piatti, vasi o placche realizzate ad Albisola): * Quotazione stimata: € 1.200 – € 4.500
Nota per il Collezionista: Data la particolarità delle campiture sfumate e opache di Scanavino, lo stato di conservazione è cruciale: restauri inadeguati o foderature pesanti che abbiano alterato la grana o appiattito il colore riducono drasticamente l’appeal dell’opera. Per tutelare il valore commerciale dell’investimento, ogni transazione deve essere accompagnata dal certificato di autenticazione rilasciato dall’Associazione Archivio Emilio Scanavino, unico organo ufficiale preposto alla catalogazione delle opere del maestro.
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