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Carmelo Cappello, lo scultore delle curve

La figura di Carmelo Cappello ha da sempre attirato l’attenzione di critici e collezionisti – la valutazione di una sua scultura in bronzo ha recentemente raggiunto la cifra di 50.000€ come base d’asta minima – grazie a una straordinaria capacità di lavorazione della materia, ma anche alla commistione di influenze unica nel suo genere: dall’artigianato a Giò Ponti fino alle avanguardie sovietica e mitteleuropea.

In questo articolo offriremo una breve panoramica della sua carriera artistica, con brevi cenni anche alla quotazione dell’artista e alla valutazione delle sue sculture.


Carmelo Cappello: biografia minima di una vita fuori dal comune

Carmelo Cappello nasce nel 1912 a Ragusa, ed entra a contatto con l’artigianato sin da ragazzo, andando a lavorare in una bottega specializzata nella realizzazione di carretti siciliani. È, invece, solo in un secondo momento che affianca al lavoro la formazione accademica, frequentando nel 1928 la Scuola d’Arte di Comiso, dalla quale si trasferirà l’anno successivo a Roma, per poi proseguire a Milano con i corsi serali presso il Castello Sforzesco e, infine, a Monza, dove sarà allievo di Marino Marini.

Considerato il più grande interprete dello Spazialismo, la sua produzione artistica si è svolta in un costante dialogo con le correnti nazionali e internazionali del secondo novecento, ma anche con i mutamenti sociali, tecnologici e scientifici che hanno caratterizzato il cd. ‘secolo breve’, ispirando la tendenza sperimentale e avanguardista dello scultore. Sarà uno degli artisti che parteciperanno, nel 1977, a Coopertarte, un’esperienza corporativistica centrata sul rapporto dialettico tra artista e pubblico.

Un debutto tardivo per uno scultore che guardava al futuro

Il debutto di Carmelo Cappello come scultore avviene solo nel 1937. È invece dell’anno successivo, il 1938, la prima mostra personale, organizzata a Roma presso la Galleria Bragaglia. In questa occasione viene esposta per la prima volta la sua celebre opera “Il Freddoloso”, una scultura in bronzo che raffigura un soggetto intento a scaldarsi le mani tra le cosce, ritenuta l’opera più rappresentativa della prima fase della sua carriera.

L’opera viene presentata successivamente anche alla sua prima mostra milanese, tenutasi nel 1939 alla galleria Gianferrari. In entrambe le occasioni a curare il testo critico è Raffaello Giolli, che nel 1944 darà alle stampe anche la prima monografia di Cappello.

Gli anni 40’ di Carmelo Cappello: da Gio Ponti alla Biennale di Venezia

Il primo ventennio della carriera artistica di Cappello segna l’inizio di quella tendenza dialogica e collaborativa che contraddistinguerà tutta la sua produzione artistica. Ciò si rinviene in primis nel rapporto con l’architetto e designer Gio Ponti, che nel 1942 presenterà la sua mostra personale alla Galleria di Milano. In quegli anni viene invitato inoltre alla III°, IV° e V° Quadriennale di Roma, rispettivamente nel 1939, 1943 e 1947, nonché alla XXII Biennale di Venezia, cui parteciperà anche nel 1948.

Nella seconda metà degli anni 40’ si registra inoltre la prima evoluzione della sua poetica: l’abbandono del figurativismo in favore di un semi astrattismo influenzato dalla produzione dello scultore inglese Moore. Quest’ultimo era noto per l’introduzione di una particolare forma di modernismo, caratterizzata dalla presenza di figure semi astratte, nonché per la produzione monumentale, entrambi elementi la cui influenza può essere individuata in numerose opere di Cappello.

Le influenze artistiche di Cappello: lo scultore e i suoi contemporanei

Come detto, le influenze e i sodalizi artistici svolsero un ruolo fondamentale nella caratterizzazione della poetica di Cappello, così come di molti altri artisti suoi contemporanei. Oltre al già citato Moore, particolarmente importante fu Tatlin, cui si deve la nascita della corrente costruttivista, che concentra l’attenzione sul movimento e sui materiali, e soprattutto sulla riduzione della realtà a semplici forme geometriche, rappresentative dell’ideale di una società egualitaria.

Il costruttivismo di Tatlin, a sua volta influenzato dai futuristi e da Pablo Picasso, si tradurrà, nelle opere di Cappello, in una particolare attenzione ai volumi, nonché nella ricerca di forme -in particolare le curve, su cui lo scultore concentrerà una parte così notevole della sua produzione artistica da renderle una forma identitaria – essenziali e lineari.

L’acciaio e lo Spazialismo: Carmelo Cappello e l’Avanguardia

L’affermarsi di Carmelo Cappello come esponente di spicco del panorama artistico del suo tempo è evidenziato dalla sua costante presenza alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano e alla Quadriennale di Roma. Inoltre, a partire dagli anni 50’ anche la sua presenza internazionale assume un crescente rilievo, particolarmente in Spagna, Germania e Belgio. È proprio in Belgio, e segnatamente ad Aversa, che Cappello partecipa alla V Biennale di scultura all’aperto nel parco di Middleheim. È presente, inoltre, a Documenta 2 di Kassel, tuttora considerata una delle più importanti manifestazioni di arte contemporanea in Europa, nonché platea per artisti di fama mondiale come Picasso e Kandinskij.

Sempre a quegli anni si deve una ulteriore evoluzione dell’arte di Cappello, che nel 1961 introduce nelle sue opere l’acciaio, materiale mai utilizzato prima – ancora nel 1959, ad esempio, realizza un opera per il museo dell’automobile di Torino scegliendo come materiale il bronzo -. L’acciaio caratterizzerà opere monumentali come ad esempio “Involuzione del cerchio”, scultura in movimento elettromeccanico.

Le sculture in acciaio e il lavoro sui volumi e sulla presenza degli stessi nello spazio costituiranno il fulcro della produzione artistica di Cappello, inaugurando la corrente artistica dello Spazialismo, di cui si incontra un altro rilevante esempio nella scultura “Architettura Lineare”, presentata per la prima volta a Ferrara nel 1981, e che dà vita a una nuova evoluzione nel segno della ricerca della tensione verticale dei volumi.

Carmelo Cappello: la quotazione dell’artista e la valutazione di una scultura

Scultore prolifico e noto per la varietà delle sue opere, Carmelo Cappello è uno degli artisti più interessanti per il mercato italiano. Come anticipato, una sua scultura di dimensioni medio grandi in bronzo, marmo e legno ha toccato la cifra di 50.000€ come base minima d’asta. Molto popolari anche le sculture in bronzo o in acciaio di dimensioni più ridotte, la cui valutazione spazia dai 2000€ ai 10.000€, mentre infine la quotazione delle litografie, anch’esse di grande interesse, va dai 200,00€ ai 1000€.

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